Proposte di lettura: tre libri del Prof. Francesco Campione

1.

Campione F., Rivivere. L’aiuto psicologico nelle situazioni di crisi, Bologna, CLUEB 2000.

DESCRIZIONE

Superare una crisi significa in generale fare le “scelte” necessarie a riavviare la vita ritardata o bloccata dai cambiamenti negativi che la crisi ha determinato. Uscire da una crisi ritardata o bloccata significa, in altri termini, RIVIVERE, non sentendosi più in uno stato di vulnerabilità, di invivibilità o di non senso dell’esistenza. Un aiuto efficace per RIVIVERE dopo una crisi consiste nell’intervenire sui quadri psicopatologici o sugli stati d’animo (di vulnerabilità, di invivibilità o di non senso della vita), integrando le insufficienti risorse biologiche, personali, sociali e umane degli individui in crisi in modo che possano “crescere” quel tanto che è loro necessario per integrare nella loro vita i cambiamenti che la crisi vi ha apportato. Ne deriva la necessità di una “vocazione d’aiuto” specifica e accompagnata da una formazione altrettanto specifica della figura dello “psicologo delle situazioni di crisi” di cui il volume delinea il ruolo e le necessità formative.

 2.

Campione F., Il lutto e i modi dell’amore, Roma, Armando 2022.

DESCRIZIONE

Ogni legame d’amore è sempre una mescolanza di tre modalità di legame (attaccamento, assimilazione,approssimazione) ma con una prevalenza specifica che bisogna evidenziare clinicamente per fornire in ogni caso particolare di lutto un’assistenza adeguata volta alla sua elaborazione. Perseguendo questo approccio e questo intento, l’autore amplia sostanzialmente gli studi e le ricerche precedenti, offrendo al lettore una disamina più completa del lutto affrontando i temi del lutto complicato, del lutto infantile e la casistica degli interventi clinici.

3.

Campione F., La domanda che vola. Educare i bambini alla morte e al lutto, Bologna, Edizioni Dehoniane 2012.

DESCRIZIONE

Quando un bambino deve elaborare il lutto per la perdita di una persona cara si trova di fronte a un compito più o meno arduo, che può essere portato avanti con successo o interferire con i processi di sviluppo determinando disturbi affettivi, cognitivi e/o comportamentali. In una cultura che tende a rimuovere il tema della morte, gli adulti hanno spesso timore di affrontarlo con i piccoli, con l’esito di non aiutare i bimbi a elaborare il trauma in maniera sana. L’autore accompagna i genitori a parlare coi propri figli, ad affrontare le loro domande e le loro angosce. E a divenire consapevoli che, per poter tentare con loro una qualche risposta, dovranno porre, anzitutto a se stessi, molte domande. Nella prima parte del volume l’autore affronta, a partire dal famoso aforisma di Montaigne «Chi educherà gli uomini a morire li educherà a vivere», le problematiche dell’educazione alla morte indicando e illustrando le varie alternative. Nella seconda analizza, con esempi clinici, la concezione scientifica – anzitutto psicologica – dell’educazione alla morte e la concezione religiosa della stessa educazione alla morte, soffermandosi soprattutto sulla concezione cristiana, senza trascurare ebraismo, islam, induismo e buddhismo. Nella terza e quarta parte illustra la propria proposta di educazione alla morte, basandosi su ciò che la critica alle altre concezioni avrà evidenziato e sull’idea che la morte è destinata a sfuggire alle concettualizzazioni umane restando un “mistero” (desiderabile o indesiderabile), nell’intento di formulare un’indicazione educativa con un certo carattere di universalità. Infine nella quinta parte il metodo educativo proposto viene applicato a esempi concreti, con l’intento dichiarato di iniziare un dialogo con genitori ed educatori.

Sommario

1. Si può educare alla vita senza educare alla morte? 

2. Percorsi educativi concreti. 

3. Varianti e limiti dell’educazione «fiabesca» e di quella «razionalistica»: verso una «nuova» educazione alla morte. 

4. Una proposta di iniziazione alla morte e i suoi «insegnamenti» per chi educa. 

5. Esempi.

Informazioni.

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